La psicologia dell’anziano nella sua globalità è stata al centro di un dibattito durante il convegno di Gerontologia e Geriatria dell’ASGG a San Marino. Il Prof. Stefano Caracciolo ha illustrato una relazione sull’invecchiamento non solo come fattore biologico ma come processo esistenziale, complesso, con cambiamenti anche relazionali nell’anziano. “La rivoluzione digitale sta cambiando prospettive”, spiega Caracciolo indicando alcuni campi di interconnessione come psicogeratria digitale, neuroscienze, psicologia clinica, telemedicina e intelligenza artificiale: una serie di punti di incontro nati tra scienze tradizionali e nuovi approcci figli della tecnologia. Caracciolo ricorda che si è assistito a una rapida evoluzione nell’uso della tecnologia dopo la pandemia da Covid: un qualcosa che, in generale, era nato per fronteggiare un’emergenza ed evitare l’isolamento totale delle persone, è oggi uno strumento divenuto parte integrante della società e delle abitudini delle persone. Interessante è vedere come cambino nel tempo le relazioni interpersonali, alla luce di una netta discesa in campo delle più moderne tecnologie. Caracciolo invita quindi ad andare oltre il paradigma del declino, anche mentale, nelle persone anziane che invece, spesso, mantengono la capacità di una rigenerazione in età avanzata con un “miglioramento della capacità empatica, della saggezza pratica e del giudizio sociale”. Caracciolo menziona lo studioso Erik Erikson, che si è occupato della relazione tra “integrità dell’Io” e disperazione nell’ultima fase della vita: una fase nella quale, a volte, si tende a riscrivere la propria storia autobiografica alla ricerca di una ricostruzione d’identità. “Oggi tuttavia il problema non riguarda solo cosa ricordiamo, ma dove è collocata la nostra memoria”, spiega Caracciolo accendendo i riflettori sulla capacità di archiviare i nostri ricordi su diversi dispositivi tecnologici. Se da un lato permangono i problemi tradizionali dell’anzianità, ossia la vedovanza, l’isolamento sociale, la riduzione di autonomia, le malattie croniche e il decadimento cognitivo, dall’altra si osservano anche fattori positivi e protettivi come una maggiore regolazione emotiva e una diversa capacità di attribuzione di significato agli eventi. C’è stata negli anni una riduzione di digital divide? La capacità di accesso, le competenze, l’uso significativo e la partecipazione cognitiva rispetto alle tecnologie probabilmente ha visto un miglioramento. “Un sessantacinquenne con elevata istruzione presenta spesso competenze digitali differenti rispetto a un coetaneo più fragile, molto più simile a quella dei ragazzi di oggi che vivono gran parte della giornata nella tecnologia”, sottolinea Caracciolo ricordando come l’IA giochi già un ruolo pervasivo tra i più giovani diventando a volte un confidente o una sorta di psicologo. “I ragazzi chiedono consigli a questa identità immaginaria e ci si confidano”, aggiunge Caracciolo. Sul fronte più specifico degli anziani, viene invece ribadito come la pandemia abbia accelerato il cammino verso la psicogeriatria digitale: si tratta di consulti online, di gruppi terapeutici virtuali e di supporto familiare tramite videochiamata. Caracciolo delinea la telepsicologia nel proprio domicilio come parte integrante del processo terapeutico. Insomma siamo davvero nell’era della telemedicina in grado di promettere quella continuità assistenziale che, a volte, è carente nella medicina tradizionale? Siamo già nell’era del monitoraggio clinico, della neuropsicologia e della riabilitazione come parte integrante della digitalizzazione dei servizi territoriali? Questo è possibile nella misura in cui “i dati digitali diventano indicatori psicologici e la prevenzione più continua invece che episodica”, rimarca Caracciolo vedendo nell’IA generativa un aiuto: un esempio concreto può venire dall’uso di uno strumento molto inflazionato, quale ChatGPT, che può essere usato però dal clinico per sintetizzare la documentazione o produrre referti. Ma fino a che punto la macchina potrà davvero sostituirci come persone nell’interazione sociale che è una capacità tipicamente umana?


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