Nell’ultima giornata di convegno di Gerontologia e Geriatria dell’ASGG di San Marino si è affrontato il tema delle RSA, ossia del loro ruolo e dell’evoluzione della complessità assistenziale in queste residenze: di tale aspetto in particolare si è occupato il Prof. Dario Leosco (presidente della Società Italiana Gerontologia e Geriatria) che ha posto in evidenza alcune carenze nel campo della geriatria italiana, a cominciare dal numero di borse di studio per la specializzazione in questo settore che risultano di numero insoddisfacente, a fronte di una platea di over 65 che ha raggiunto la quota di 16 milioni. Secondo Leosco occorre che ci sia una maggiore identificazione del ruolo della geriatria e, di conseguenza, della figura del geriatria anche per incentivare la vocazione dei giovani medici in questa specializzazione molto complessa ma anche molto affascinante. Leosco sottolinea che, all’interno di un team multidisciplinare, che normalmente ruota attorno alla figura di un paziente anziano, il geriatra è quel medico che potrebbe avere in sé le migliori capacità gestionali: ad oggi però questa figura sarebbe presente soltanto nell’11% delle residenze sanitarie assistenziali. L’auspicio di Leosco è di poter arrivare anche a un rapporto più collaborativo tra geriatria e medicina generale. Ma chi sono i pazienti delle RSA in Italia? Leosco spiega che si tratta per lo più di over 80 con una percentuale maggiore di donne: in media questi pazienti hanno almeno quattro funzioni compromesse e alcuni arrivano ad assumere anche sette farmaci al giorno. Tra le patologie croniche prevalenti si segnalano demenza, ipertensione, cardiomiopatia, osteoartrosi, vasculopatia e osteoporosi.    


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